La nuova colonia

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SPAZIO TEATRO

ore 19.45 > Sala delle Arti del Protoconvento > (70 min.)

di Luigi Pirandello
con Domenica R. Buda, Gaetano Tramontana, Giovanni Squillacioti (percussioni), Giuseppe Tropeano (chitarre)
scene e costumiAldo Zucco
con la collaborazione di Maria Grazia Bono e Francesca Chiappetta
regia di Gaetano Tramontana

La nuova colonia è un mito sociale, il primo dei “miti” pirandelliani – composto nel 1928 – cui seguiranno con Lazzaro il mito religioso e con I giganti della montagna il mito dell’arte. Testo pochissimo frequentato, La nuova colonia da tempo ci attira per almeno due motivi. Il carattere popolare del testo, a partire dalla sua ambientazione così distante dalle ambientazioni borghesi che caratterizzano i testi più noti del drammaturgo siciliano. Il profilo dei personaggi è forte e carico di passionalità, anzi proprio la repressione degli istinti si pone ad un certo punto come elemento catalizzante della narrazione. Poveri, ladri e prostitute popolano La nuova colonia, un nucleo di diseredati spinto con forza ai margini della società che decide di cambiar vita e di esiliarsi da sé, per costruire una nuova società, un nuovo mondo, che se a primo acchito sembra prendere il carattere della ribellione, ad un’attenta lettura si rivela come ferma volontà di redenzione: darsi una seconda opportunità di liberarsi da un passato di illegalità, darsela da sé questa opportunità visto che la cosiddetta società civile non ci pensa neanche, avendoli marchiati a vita come reietti. E qui risiede il secondo motivo d’attrazione: la riflessione sulla possibilità di ricreare una comunità garantendo regole giuste e democratiche. Impresa ardua, quasi impossibile: la ferinità dell’animo umano tende ad avere la meglio, nonostante i tentativi più puri; la convivenza ribalta addirittura i valori individuali, facendo prevalere l’interesse ed un costante stato d’emergenza.