Un mondo perfetto

Un mondo perfetto.JPG

VALDEZ ESSEDI ARTE/BAM TEATRO

ore 20.45 > Teatro Sybaris > (90 min.) > Prima nazionale

di Sergio Pierattini

con Milvia Marigliano, Sergio Pierattini, Davide Lorino

regia Sergio Pierattini

scene e costumi Barbara Bessi

musiche Gwyneth Schaefer

luci Gianni Straropoli

assistente alla regia Davide Lantieri

ufficio stampa Giulia Calligaro

consulenza modellistica Arch. Piergiuseppe Diodato

Premio Riccione 2007. Premio speciale della giuria Bignami-Quondamatteo
Una coppia alla disperata ricerca di un figlio. Un sogno che una volta realizzatosi porta con se la scoperta amara e raccapricciante della profonda e insanabile incapacità di amare il figlio tanto desiderato.
“Ho scritto questo testo all’inizio del 2007. Affronta un tema, attuale e complesso come quello dell’adozione. Più in generale della nostra o per dirla senza presunzione forse soltanto mia, incapacità di amare. Una coppia non più giovanissima sogna di adottare un figlio. Quando scopriamo in scena i due protagonisti il loro calvario di attese e delusioni sembra essere definitivamente concluso. L’arrivo del figlio è in realtà l’inizio di un percorso di difficoltà devastanti che fin dal secondo quadro si rivelano insuperabili. I due protagonisti scoprono in rapida successione quanto sia “impossibile” amarlo. Le difficoltà non stanno nella personalità del ragazzo, non a caso non compare mai sulla scena, ma nella stessa natura dei due protagonisti.  Nell’essenza di quell’universo a due, grigio, ma anche autosufficiente e appagante che contraddistingue la loro unione. E’ un testo crudele, dove il dolore viene indagato senza mezzi termini. Più che i giudizi morali prevale, una volta svelato il mistero e tolta ogni ambiguità alla scomparsa del figlio, un senso di sincera e umana comprensione per i due sfortunati protagonisti. La loro tragica sconfitta riflette i miei e i nostri piccoli fallimenti quotidiani. Il non amore della coppia di “un mondo perfetto” svelandosi come un morbo improvviso ci ferisce e allo stesso tempo ci richiama a quella parte di noi, tanto oscura e imprevedibile perché al di fuori dal nostro diretto controllo, quanto sorprendente e devastante, con cui, prima o poi,  tutti siamo costretti a fare i conti.” S. Pierattini