GiOtto. Studio per una tragedia
SUTTA SCUPA
ore 20.45 > Teatro Sybaris > (70 min.)
di e con Giuseppe Provinzano
Nel luglio del 2001 a Genova si sono consumati degli eventi di una tragicità epocale, tali da riuscire ad annoverare Genova alla stessa stregua di grandi città palcoscenico di tragedie. Penso a una Genova che come Tebe, come Troia, possa diventare il luogo di una storia che resti nella memoria, luogo del mito e della sua tragedia. Ma questa tragedia oggi non si può rappresentare.
Forse potremo farlo tra 1000 anni, quando questa memoria sarà divenuta tale. Essa non è rappresentabile per il semplice motivo che i fatti in questione non hanno ancora assunto valore di storia avendo ancora valenza di cronaca, perché nuovi risvolti emergono quotidianamente come a delineare nuovi elementi per una potenziale drammaturgia,perché i protagonisti non sono ancora personaggi perché ancora persone. Questa città e la sua storia vivono così questo parossismo tra urgenza di racconto e irrappresentabilità del tutto. Ma questa storia va raccontata. Ne ha tutto il diritto. Ne abbiamo tutto il dovere. Gli elementi perché questa rappresentatabilità prenda atto d’altronde ci sono tutti. Eccone alcuni potenzialmente validi:
Abbiamo un ragazzo morto da assurgere ad eroe e\o vittima.
Ne abbiamo un altro, assassino, candidato a divenire l’ anti-eroe e\o la vittima.
Abbiamo “8 re” che malgrado tutto hanno passato un piacevole weekend.
Abbiamo il loro esercito, che impavido, ha seminato il terrore tra le folle.
Abbiamo più di 500000 persone che già hanno gridato in “coro”.
